Catania nel XVIII sec.

Vuë de la Ville et du Château de Catane entouré de la terrible lave de l'Etna qui détruisit une grande partie de cette Ville dans l'Eruption de 1669, incisione di Emmanuel-Jean-Nepomucène de Ghendt

Eruzione

Veduta di Catania durante l'eruzione del 1669 (copia dell'affresco di Giacinto Platania, Sacrestia della Cattedrale di Catania, [1687]), Bibliothèque Nationale de France


La rinascita di una città barocca

Nel corso del XVIII secolo Catania attraversò una fase di profonda trasformazione che ne ridefinì in modo duraturo l’assetto urbano, l’identità architettonica e il ruolo nel contesto siciliano. Il Settecento rappresentò infatti il secolo della rinascita dopo le distruzioni provocate dal terremoto del 1693, evento che aveva segnato in modo drammatico l’intera Sicilia sud-orientale. All’inizio del Settecento, Catania appariva come una città in ricostruzione. Le autorità civili ed ecclesiastiche decisero di abbandonare in gran parte l’impianto urbano medievale per adottare un nuovo modello basato su criteri di razionalità, sicurezza e decoro. Le strade vennero ampliate e rese più regolari, mentre le nuove piazze assunsero un ruolo centrale nell’organizzazione dello spazio urbano, diventando luoghi di rappresentanza civile e religiosa. Questa scelta urbanistica rispondeva non solo a esigenze pratiche, ma anche alla volontà di esprimere simbolicamente la rinascita della città attraverso un linguaggio architettonico unitario e riconoscibile.

Il barocco catanese e l’uso dei materiali locali

Il volto che Catania assunse nel Settecento è strettamente legato allo sviluppo del barocco siciliano, uno stile che trovò nella città etnea una delle sue espressioni più significative. Chiese, monasteri, palazzi nobiliari e edifici pubblici furono realizzati secondo un gusto scenografico e monumentale, capace di valorizzare prospettive urbane e facciate articolate. Un elemento distintivo dell’architettura catanese fu l’uso estensivo della pietra lavica, materiale facilmente reperibile grazie alla vicinanza dell’Etna. Il contrasto tra il colore scuro della lava e le parti in pietra calcarea chiara conferì agli edifici un aspetto fortemente caratterizzante, che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più riconoscibili della città.



Vita sociale e culturale nel Settecento

Nel XVIII secolo la società catanese rimaneva fortemente stratificata. Accanto a una nobiltà influente e a un clero numeroso, viveva una popolazione composta da artigiani, commercianti e lavoratori legati alle attività urbane e agricole del territorio circostante. I mercati e le botteghe animavano quotidianamente la città, mentre il porto favoriva i collegamenti commerciali con altri centri del Mediterraneo. Sul piano culturale, Catania conservò un ruolo di rilievo grazie alle istituzioni educative e agli ambienti intellettuali, che contribuirono alla diffusione di idee scientifiche e culturali in linea con il clima europeo dell’epoca, pur adattate al contesto locale.

Una città settecentesca ancora visibile

Gran parte dell’aspetto attuale del centro storico di Catania è il risultato diretto delle trasformazioni avvenute nel Settecento. La ricostruzione barocca non fu soltanto una risposta a una catastrofe naturale, ma un vero progetto di rifondazione urbana che ha lasciato un’impronta duratura sull’identità della città.

Odeon

Louis Ducros, Buitenmuur van oude theater van Catanië, 1778, Rijksmuseum, Amsterdam


Mappa Catania

Catania, Italia, 1:6 900, litografia, circa 1870, in Atlante geografico dell'Italia. Pianta della città di Catania, con le più recenti innovazioni avvenute e progetti di prossima attivazione, Milano, Francesco Vallardi Editore, 1868



Urbanistica e spazio cittadino

La ricostruzione settecentesca non si limitò ai singoli edifici, ma interessò l’intero tessuto urbano. Le nuove arterie viarie favorivano la circolazione e miglioravano la sicurezza, mentre le piazze principali divennero il fulcro della vita pubblica. L’organizzazione dello spazio rifletteva una concezione moderna della città, pensata come organismo ordinato e funzionale. Questo nuovo assetto urbano contribuì a rafforzare il ruolo di Catania come uno dei principali centri della Sicilia orientale, sia dal punto di vista amministrativo sia da quello economico e culturale.

Fonti bibliografiche

1. Lilian Dufour, Henri Raymond, 1693: Val di Noto, la rinascita dopo il disastro, Catania, Domenico Sanfilippo Editore, 1994.
2. Catania. L'identità urbana dall'antichità al Settecento, a cura di Lina Scalisi, Catania, Domenico Sanfilippo Editore, 2009.